Eccolo qui Paolo Nori. Un bel accento emiliano, un gran muovere di braccia e le punte delle sue dita che toccano la decorazione a stella che pende dal soffitto della libreria. Ho pensato adesso le strappa. Mi è piaciuto tanto il suo gesticolare e aprire continuamente le braccia e toccarsi il cuore come a dire dai state con me che la vediamo 'sta Russia.
Fuori il gelo, non russo ma quasi e noi al caldo neĺla libreria. Sembravamo in una palla di neve quelle che piacciono a me con la neve finta, noi dentro e fuori qualcuno che passava di fretta in via Lomellina e guardavano un signore che leggeva i racconti di un giovane medico. Russo.
Commossi tutti. E confusi da tanta bellezza. Anche perché il suo accento ha semplificato, avvicinato e reso tutto meno astruso e più vicino anche i nomi tanto che sembravano i racconti di un giovane medico della Lumlina cioè della Lomellina, come si dice in dialetto. #ilmioannorusso p.s. ha detto che ho fatto bene a cominciare con Bulgakov per il mio anno russo e che quando lo legge lui piange sempre.
giovedì 1 febbraio 2018
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